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Monumenti

Crespina è uno dei luoghi della Toscana ricco di esperienze  significative dell'arte tra '700 e '800 e la sua bellezza  è dovuto soprattutto alla presenza delle numerose ville, sorte nei secoli, che dominano le colline.

Ma una importante testimonianza della vita e della crescita culturale e storica di questi posti e della assoluta affinità  con più noti centri culturali vicini, come Pisa, è data dalla presenza delle opere monumentali, sacre e pittoriche spesso opere di illustri artisti toscani.

 

Camminando lungo la strada pubblica in prossimità del Borgo si trovano gli edifici che costituiscono l'antico complesso di SAN MICHELE VECCHIO, oggi in fase di restauro, che si affaccia verso il pendio naturale della collina fiancheggiato dal grande piazzale panoramico, la Piazza della civetta  che ogni anno ospita la tradizionale fiera delle civette e dove si trova il Monumento alla Civetta inaugurato nel 1970 e realizzato dallo scultore  e maestro di ceramica Angelo Biancini.

Il pendio verso valle ospita il “Centro per lo studio e la riabilitazione dei rapaci notturni” che con il sostegno dell’Amministrazione Comunale e la collaborazione dell’Universita’ di Pisa mira al recupero e allo studio dei rapaci tanto legati alle secolari tradizioni di Crespina.

 

Da menzionare sono la CHIESA DEI SANTI JACOPO E CRISTOFORO che si trova a Tripalle, una frazione del Comune di Crespina. Nella chiesa è conservata la Madonna con il Bambino e i Santi Torpè e Antonio suggestiva opera che risale al trecento attribuita al pisano Neri di Nello e l' ORATORIO DI SAN FRANCESCO al cui interno, a navata unica, si trova un altare con la Madonna con il Bambino e San Francesco di Paola, tela datata nel 1743  ad opera del pisano Tommaso Tommasi.

 

Nel centro di Cenaia si trova la CHIESA dedicata a SANT'ANDREA mentre a poca distanza dall'antico complesso di San Michele nel centro di Crespina c'è l'attuale CHIESA DI SAN MICHELE ARCANGELO costruita nel 1885 e il suggestivo ORATORIO DI SAN ROCCO di origine seicentesca.

 

Mentre proseguendo verso villa Belvedere troviamo l'ORATORIO DI SANTA MARIA E SAN RANIERI con opere di Gian Battista Tempesti.



Il complesso di San Michele vecchio

Il complesso e’ caratterizzato da una successione di quattro corpi di fabbrica, ciascuno con caratteri architettonici assai diversi, la cui evoluzione è stata oggetto di una indagine storica curata dalla dottoressa Chiara Prosperini che ha seguito l’evolversi delle strutture edilizie attraverso un’attenta ricerca bibliografica e documentale:

 

- I primi documenti altomedioevali e trecenteschi che attestano l’esistenza in Crespina di una chiesa intitolata ai SS. Michele e Stefano
- I verbali delle visite pastorali dei secoli XVI – XVII – XVIII - XIX
- I diari e inventari dei parroci di San Michele
- I documenti della Soprintendenza ai Beni Artistici e Architettonici
- I documenti del Comune di Crespina
- Le testimonianze locali

 

 
Oratorio di Santa Maria e San Ranieri

Accanto alla villa BELVEDERE si trovano la canonica e l'oratorio di Santa Maria e San Ranieri.
Realizzato tra il 1774 e il 1784 su progetto di Mattia Tarocchi.

L'interno e i decori si alternano tra effetti di false architetture e strutture portanti reali.

Le decorazioni figurate sono opera di Giovanni Battista Tempesti.

 
Chiesa di San Michele Arcangelo

facciata della chiesa di san micheleCostruita nel 1885 ha una semplice facciata ad un solo ordine gigante con paraste lisce che sostengono un timpano triangolare sovrastata dalla statua di San Michele Arcangelo.
I soffitti della navata, della cupola e dell’abside sono decorati con Storie di Cristo e di San Michele ad opera di Antonio Gaioni.
Di particolare interesse due tavole del trecento: San Michele Arcangelo che abbatte il drago attribuita a Bernardo Daddi e Madonna con il Bambino e angeli musicanti di Giovanni di Bartolomeo Cristiani.

altre foto

 
Oratorio di San Rocco

L'oratorio di origine seicentesca fu costruito in laterizi, di semplice ma elegante proporzione.
Restaurato recentemente sono stati scoperti gli antichi affreschi seicenteschi, un tempo oscurati dall'intonaco.

 È possibile riscoprire il volto del marchese Malaspina e del figlio, nobile famiglia della Lunigiana, nell'atto di donare a San Rocco il grazioso Oratorio.