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Crespina nella pittura

di Carlo Pepi

 

Crespina si colloca, con pieno diritto, tra i grandi centri dell’arte ed in particolare dell’arte del ‘700 e dell’800. Infatti, nel ‘700 sorsero le bellissime ville di cui tutto il circondario è popolato e che costituiscono dei veri e propri gioielli d’arte.

Dette ville furono affrescate e per tale motivo il Tempesti soggiornò a lungo a Crespina, in località Belvedere, presso il fratello, parroco in quella Chiesa, spostandosi anche nei comuni del circondario.

Purtroppo molti di questi affreschi sono andati completamente perduti, sia a causa dell’inesorabile deterioramento dovuto al passare degli anni, sia per l’incuria provocata dalla smania di ammodernamenti impropri che hanno impietosamente cancellato ogni traccia di questi affreschi; ne rimane valida testimonianza nella Villa di Belvedere e nell’annessa Chiesa. Queste ville hanno dato notorietà e notevole fulgore al Paese, nel secolo XIX; infatti servivano da residenza estiva di facoltose famiglie delle città circostanti. Una di queste famiglie era quella dei Tommasi, che possedeva la villa posta davanti alla Chiesa nuova e precisamente al confluire dell’attuale Via Silvestro Lega con la Via de I Tommasi. Come i Gioli ed il Kienerk hanno costituito la fortuna pittorica di Fauglia, così i Tommasi , ed, in parte, anche i Rey hanno costituito quella di Crespina. In fatti preso la famiglia Tommasi fu ospite varie volte l’ “eterno Viatore” Silvestro Lega il quale ha introdotto con decisione il nome di Crespina nella storia dell’Arte. Il Lega rimase colpito dalle bellezze di Crespina e, con il suo magistrale pennello , immortalò questi luoghi in stupefacenti opere d’arte. Si era in quel periodo così definito dal Tinti , in cui dipingeva in maniera “concitata”. In questo lasso di tempo più mali affiggevano il Lega, infatti stava perdendo la vista, un tumore allo stomaco lo tormentava ed a ciò si aggiungeva l’incomprensione del pubblico e della critica, contrapposta alla consapevolezza delle proprie capacità artistiche , che gli creavano una forte acredine interiore. Erano trascorsi i tempi delle soavi scene di intimità familiare, sempre, comunque , intercalate dalle più funeste traversie; si rendeva conto che ormai la cattiva sorte non l’avrebbe abbandonato  e la gloria sarebbe giunta troppo tardi. Nei dipinti di quel periodo si può leggere la rabbia che lo tormentava.
Era il 1886 , stavano per essere terminati i lavori della nuova Chiesa di Crespina, quando il Lega piazzò il cavalletto davanti alla casa dei Tommasi , e con veloci pennellate ritrasse, in uno dei suoi tanti capolavori “La Chiesa di Crespina” apponendovi la data quale importante testimonianza di quel momento storico per questo paese: anno 1886.  Nel dipinto compare , oltre alla Chiesa completa di campanile  (subito dopo demolito per motivi statici), il piazzale con il proposto dell’epoca Don Francalanci, sulla destra, sullo sfondo l’asilo con la Chiesa vecchia ed, in primo piano , un muretto da molti anni demolito. L’opera riportata dal Tinti alla voce Lega, nell’Enciclopedia Treccani, fu esposta nella prima mostra antologica del Lega, organizzata dal Comune di Modigliana nel ’25, con il n° 138 e, successivamente, tra l’altro, fu esposta alla grande mostra antologica di Bologna, organizzata da questo Comune, ove figurò nel catalogo, curato dal Durbè, con il n° 87. Quest’opera costituisce una pietra miliare nella storia della pittura con il tema “Crespina”. L’altra opera gemella, che il Lega eseguì, in quel periodo , a Crespina, è andata purtroppo dispersa, forse perché rubata (probabilmente su commissione); il titolo era “Villa a Crespina” e rappresentava la casa dei Tommasi , posta davanti alla Chiesa, con il vecchio Tommasi che conduce in carrozzella il piccolo Lodovico, Don Francalalnci che passeggia nelle vicinanze, oltre al muretto attualmente demolito che si vede nella “Chiesa”. L’opera fu pubblicata dal Brogiotti in “Poesia dei Macchiaioli”.

Inoltre un’altra preziosa testimonianza è data da un disegno a matita dal titolo “Pagliaio a Crespina” con riportata la data 1887, il tutto di mano dell’artista. Il disegno è riportato dal Daddi nel suo “Silvestro Lega – Spunti ed appunti” . L’altra opera di cui abbiamo la certa testimonianza di essere stata eseguita a Crespina è “L’innamorata” che porta sul retro , di mano autografa dell’artista: “Un pensiero, ragazza di Crespina”. L’opera è riportata dal Durbè , nel suo libro uscito in occasione della mostra di Bologna, che abbiamo già citata.

 

Altre opere dello stesso periodo , detto genericamente “del Gabbro” , possono essere state eseguite a Crespina (citiamo , ad esempio “Acquaiola” pubblicata dal Daddi in Silvestro Lega , opera citata) però mancano precise indicazioni per consentirci di sostenerlo, oltre ad opere che non abbiamo potuto vedere perché custodite gelosamente in collezioni private, ed altre ancora andate , probabilmente distrutte sia dal funesto forno del Gabbro, sia dall’incuria di altra gente. Il Fattori stesso ebbe rapporti con Crespina anche se , purtroppo , non abbiamo mai visto un’opera inconfutabilmente dipinta qui, tuttavia sappiamo che aveva in questo paese parenti con cui teneva dei contatti. Come abbiamo già avuto modo di pubblicare , è stata trovata dal Dini, una lettera in cui il Fattori dichiarava di doversi recare a Crespina a trovare, appunto questi suoi parenti.
Se dall’Olimpo dei Pittori Macchiaioli passiamo ora ai Post Macchiaioli troveremo un’interminabile sequenza di opere eseguite nelle colline crespinesi. Come abbiamo già detto i Tommasi avevano una casa a Crespina , quindi conoscendo la prolificità di questi artisti, già ci possiamo rendere conto che un’elencazione delle opere , qui eseguite , è praticamente impossibile, più che altro a causa della difficoltà di reperimento delle medesime. Ci limiteremo ad elencarne alcune tra le più importanti che abbiamo visto, o di cui conosciamo la pubblicazione.
Il Lega aveva già gettato il suo seme in casa Tommasi , ed aveva “contaminato” tutta la giovane generazione a Bellariva presso Firenze, quindi,  quando questi cominciarono a frequentare Crespina, negli anni intorno al 1880 , erano già provetti pittori, così da fare di Crespina un vero e proprio campo di esercitazione, in particolare Adolfo ed Angiolo (Lodovico era allora, appena ventenne). I Tommasi hanno eseguito a Crespina molti fra i loro massimi capolavori . Adolfo ha dipinto i celebri “Villa di Belvedere” , “Acquaiole a Crespina”, “La Marrana”, “Paese in Toscana”, “Santa Cecilia” ,”La fiera degli uccelli” eccetera. “La villa di Belvedere” rappresenta, appunto , uno scorcio di questa villa, con la scalinata d’accesso , dalla quale scendono le proprietarie dell’epoca, Signore Tiezzi, con impeccabili vestiti ottocenteschi, mentre un grazioso cagnolino le precede sul selciato. L’opera fu esposta alla biennale di Venezia del 1897 e, successivamente , in molte altre mostre , tra le quali la Biennale dell’Antiquariato di Palazzo Strozzi, a Firenze, nel 1979, e pubblicata sul catalogo. “Acquaiole a Crespina” rappresenta delle donne con la brocca sulla testa mentre scendono a Campocosimo , lungo il sentiero che dalla casa dei Tommasi, conduce dove è posta la sorgente dell’attuale acquedotto. Sullo sfondo alla destra, si vede la Chiesa vecchia con il Campanile. L’opera è pubblicata tra l’altro nel Catalogo della Collezione Angiolini e nella Storia della pittura dell’800 del Monteverde.

 

“Paese in Toscana” riproduce la località La Piazza , con la “Via delle Mura” e la Via XXI Aprile. Sullo sfondo si vede Il Borgo, non essendo stata ancora costruita la casa che ne ha occluso la vista. Sono raffigurate alcune persone note, all’epoca, nell’ambiente crespinese, tra cui la moglie dello sgherri, allora contesa come modella dallo stuolo di pittori Crespinesi, la bimba di “Cinena”eccetera. L’opera è pubblicata con quel titolo , ne “I Post macchiaioli” della Pelagatti e Tassi.
“La Marrana” è il ritratto di un’altra tipica popolana Crespinese: Aurora Bernini negli Arrighi, e trovasi nel Museo di Arte Moderna di Milano.
“Santa Cecilia” raffigura Santa Cecilia che suona l’organo della nuova Chiesa , a modella servì la nipote Costanza Tommasi , andata, successivamente, sposa in questa stessa Chiesa, ai primi del ‘900. La figura, a grandezza naturale, e recentemente restaurata, è stata esposta alla Mostra Sacra di San Miniato.
“La Fiera degli Uccelli” ci mostra la famosa Fiera di Crespina del 29 Settembre: i civettai fanno volare le civette ammaestrate, con le tipiche crucce, intorno la gente venuta da tutto il circondario, ed un distinto uomo baffuto che tratta l’acquisto di un volatile, dal suo calessino. L’opera è superlativa e particolarmente significativa, costituisce un prezioso documento su quella che è una delle più antiche fiere degli uccelli ed è anche una delle prime testimonianze visive giunte sino a noi : è pubblicata nel Catalogo Bolaffi n° 2 della Pittura Italiana dell’800.
“Mercato” trattasi sempre della fiera di Crespina e rappresenta il piazzale della Chiesa Nuova, come si nota chiaramente sullo sfondo, ma è errata la dicitura della letteratura che ha battezzato l’opera come “Mercato al Calabrone” (Bolaffi n° 5).
Angiolo Tommasi ha eseguito a Crespina il celebre capolavoro “Preghiera in campagna” oltre “All’Elevazione” e “Studio dal vero” che, quando fu esposto, riscosse un coro unanime di critica positiva ed entusiasta. Vi si vede la Chiesa Vecchia di Crespina, con un folto gruppo di cittadini che, non avendo potuto trovar posto all’interno, stanno assistendo alla Messa sulla porta, chi in ginocchio, chi in piedi, con atteggiamento rispettoso, mentre sullo sfondo appare un’acquaiola, di ritorno da Campocosimo, con la brocca piena sulla testa. Sono tutte persone, al tempo, note, di cui conosciamo il nome ed i discendenti, ancora in vita. Il quadro, riprodotto anche in un libro scolastico, recentemente è stato esposto alla Mostra Sacra a San Miniato. Altri quadri, raffiguranti popolane, acquaiole, paesaggi, del medesimo autore , sono stati eseguiti a Crespina. Anche Lodovico Tommasi ha eseguito varie opere, tra cui citiamo una “Fiera”, nella quale è raffigurato il Borgo con la moltitudine dei venditori e del pubblico. La fiera ha sollecitato la fantasia di tutti gli artisti che hanno gravitato nell’area di Crespina e chissà quante altre rappresentazioni sono appese in ignote collezioni private. Un’altra famiglia di pittori che abitavano ed operarono a Crespina è stata quella dei Rey. Possedevano l’attuale Villa Palella a Bugallo, nella odierna Via Rey. Questa famiglia come quella dei Tommasi , aveva la stessa passione per la pittura e due dei componenti raggiunsero una buona notorietà : Augusto e Burnie. Augusto fu amico di tutti i principali artisti dell’800 e probabilmente, li ha più volte ospitati nella sua bella villa di Crespina, purtroppo però non ne abbiamo alcuna testimonianza. Abbiamo invece testimonianza  di splendide sue opere , dipinte nel territorio; citiamo ad esempio , una “Veduta di Ceppaiano” , opera veramente superlativa, nella quale sono rappresentati , oltre alla veduta della borgata di Ceppaiano con la Via de I Gioielli e lo sfondo con il piano di Pisa, alcune contadinelle che camminano nella via: una reca un carico sulla testa , un’altra, nel campo in primo piano , conduce per mano una bambina con un cappellino in testa. Un altro quadro notevole rappresenta la Steccaia al Botteghino ; trattasi di un vero e proprio saggio di bravura e dimostra che Augusto non ha avuto tutta la notorietà che merita tra i posteri, forse perché ha prodotto poco, per il solo suo diletto e così non si è fatto sufficientemente conoscere , altrimenti la sua bravura lo avrebbe posto ad un livello molto più alto. Anche la sorella Burnie ha prodotto pochissimo; molti dei loro quadri , inoltre, sono stati fatti passare per opere di autori più importanti…
Altri artisti che hanno gravitato nella zona, sono il Kienerk , che abitò nell’ultimo periodo della sua vita a Fauglia, nella sua villa di Poggio alla Farnia, ed i Gioli, il Lecconi, il Cannicci e, ritornando ai Macchiaioli, Serafino De Tivoli.
Il Kienerk amava per la verità , dipingere i dintorni della sua villa, però, negli sfondi, compaiono spesso le località che da lì si vedono, facenti parte del Comune di Crespina (è da notare, a titolo di cronaca,  che a quel tempo anche Crespina era parte del Comune di Fauglia); tra le sue opere citiamo “Studio a Fauglia” , nello sfondo della quale si vede l’abitato della frazione di Cenaia (Comune di Crespina) , con le poche case che esistevano all’epoca, ed anche “Strada tra le acacie”, raffigurante un tratto di strada delle nostre zone, con due bimbe sullo sfondo. I Gioli abitavano nella loro villa, sita nelle immediate vicinanze di quella del Kienerk , ed hanno dipinto ogni angolo del colle di Poggio alla Farnia, il più vicino al confine tra i due comuni di Fauglia e Crespina, motivo per cui il territorio di quest’ultimo paese risulta spessissimo rappresentato . Inoltre ci è ben noto un disegno nel quale, di mano di Francesco, è scritto sotto al paesaggio raffigurante la frazione di Tripalle, con pastore ed un gregge di pecore, “Tripalle Agosto 1907”. In omaggio a questa lunga tradizione di pittura, il Comune di Crespina organizza ogni anno un concorso di pittura; questo è il più grande riconoscimento che il paese può dare a tutti quei pittori che hanno saputo e sanno vedere un motivo di poesia.

Carlo Pepi